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Marta (ossia chi è Mauro Petrarca?)

E’ lui il nuovo fenomeno da reality. Scartato da X Factor - la risposta Rai ad Amici, con Morgan, Mara Maionchi e Simona Ventura – sta imperversando in rete. Il cantautore macabro-crepuscolare sembra, per il momento, il personaggio più divertente, singolare e artistico di tutto il format del fattore X all’italiana ed infatti è stato scartato con due no ( Simona Ventura, Mara Maionchini) contro solo un sì (Morgan).

Certamente originale e moderatamente poetico, cavalca le onde della jella senza timori. Permeato da fini assonanze(Marta, morte), il testo della sua hit Marta la Cornacchia  è perfettamente costruito secondo i canoni del gotico, con un occhio al poema aulico e uno al portafoglio:

"Quando saremo entrambi abbastanza morti,
e sconveniente sarà parlar di ciò che è bello.
Senno di poi donerà a me il suo letto di terra.
Senno di poi donerà a te il suo letto di terra.”
Che ballata mai cantiam da mane a sera,
stanchi di sentir gracchiar lo canto stridulo?
Non ritornerai, nomade uccello.
Ritrovate ogni speranza, voi ch’andate via!
E Marta la cornacchia dov’era? Non c’era!
Morta è la cornacchia che un giorno avesti in casa.
E alluttata, Marta, conoscesti Barnàbo.
Barnàbo era quasi morto da un pezzo.
Gode ogni lutto la cornacchia ridente.
Campeggiasti, è vero, nei sogni di Barnàbo.
Ma una vale l’altra. Solo Marta non vale.
Impaura tutti i vecchi eccetto Barnàbo.
Il signor Barnàbo la sposò ch’era già morto.
Mesti sussurrammo “auguri e figli morti!”.
E Marta la cornacchia lo sposò ch’er’ancor viva,
divenendo, ossia, vedova e signora…Barnàbo!
…morta è la cornacchia che un giorno avesti in casa…
…campeggiasti, è vero, nei sogni di Barnàbo…
Che ballata mai cantiam da mane a sera,
stanchi di sentir gracchiar lo canto stridulo?
Non ritornerai, nomade uccello.
Ritrovate ogni speranza, voi ch’andate via!"

Il personaggio calca la mano in maniera grottesca, strizzando l’occhio al marketing musicale. Eppure risulta anche simpatico e ha quantomeno il pregio di differenziarsi

Ecco il videoclip di "Marta la cornacchia", buona visione:

 

 

Per chi vuole sapere tutto su questo artista: www.mauropetrarca.it

 

31 mar 2008
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IL RISVEGLIO

Sei nel colore del mare,
nell’odore di ogni stelo di bergamotto,
in ogni foglia,
nel cadere della pioggia ai miei piedi.

Seppur fu tutto una bugia,
un inchiostro sprecato, parole lanciate con le mani raccolte,
lì posai un piede, un braccio e baciai la terra come fosse mia.
Ma non era la mia terra.

Oggi lacrime già spente prima di nascere.
E non hai bocca nei miei occhi.
E hai miseria.
E briciole umane.

Nella mente ti perdono,
stanca, m’allontano:
lontani fummo pure nelle ombre.

Regalàti, finalmente, ognuno alla propria solitudine.

Dovrei forse avere, dunque, nuove parole?
Nel sorbire di nuovo un pianto,
di nuovo una preghiera,
e sete senza acqua e fame senza fame.

Dove resteremo? 

Oggi l’ispirazione ha vie contorte nella mia mente.
E non ci sei.
E s’abbandona ad altre vie,
ad altri giorni dove sezionare il pensiero.
E dove morire. Perché di morte non ce n’è una sola.

Nel tempo, che persiste e scuote,
lentamente, indietreggiamo.
Siamo fragili e stupefatti abbandoni.
Tutto rientra nella logica. 
E’ la logica a non rientrare in noi. 

Parole di sogno e di nebbia:
            Non cercare la tua anima altrove, l’hai dimenticata qui.

Tra il chiarore della luna e tanta sottomessa pace.

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24 feb 2008
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Dedicata alle vittime della ThyssenKrupp

Multas per gentes et multa per aequora vectus
advenio has miseras, frater, ad inferias,
ut te postremo donarem munere mortis
et mutam nequiquam alloquerer cinerem.
quandoquidem fortuna mihi tete abstulit ipsum.
heu miser indigne frater adempte mihi,
nunc tamen interea haec, prisco quae more parentum
tradita sunt tristi munere ad inferias,
accipe fraterno multum manantia fletu,
atque in perpetuum, frater, ave atque vale.

Passando per molte genti e per molti mari, arrivo a queste misere esequie tue per renderti, o fratello, nella morte l’ultimo omaggio e per parlare invano con le tue ceneri mute, dal momento che la sfortuna mi ha tolto proprio te. Ahi, misero fratello indegnamente sottrattomi, accogli quei doni che secondo l’antica consuetudine degli avi sono a te offerti in triste tributo come sacrificio funebre. Accoglili, grondanti di fraterno pianto. E per sempre, fratello, addio.

>> CAIO VALERIO CATULLO. Carmina. Presso la tomba del fratello (CI)

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10 dic 2007
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Riflessioni.1

La morte di un sentimento, qualunque esso sia – di un amore o di un’amicizia è lo stesso – è come la morte di una persona amata.
Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto.
Perfino se l’hai attesa, causata, voluta – per autodifesa e buonsenso e perché ci credevi solo tu – quando arriva sembra d’essere rimasti con un occhio solo, un polmone solo, un braccio solo, una gamba sola, il cervello dimezzato… Non si ricordano nemmeno le colpe, i tormenti che ti inflisse, le sofferenze che ti impose.
Il rimpianto ti consegna la memoria d’un sentimento pregevole anzi straordinario, d’un tesoro unico al mondo.
Né serve a nulla dirsi che ciò è un’offesa alla logica: un insulto all’intelligenza, un masochismo.
In questi casi la logica non serve, l’intelligenza non giova e il masochismo raggiunge vette da psichiatria…
Poi, un po’ per volta, passa.
Lo strazio si smorza, si dissolve, il vuoto diminuisce, e il rifiuto di rassegnarsi ad esso scompare…
Ti rendi finalmente conto che non era né un sentimento pregevole anzi straordinario, né un tesoro unico al mondo, inizi a vederlo come tutto il resto del mondo lo vedeva…
Però…
…però sull’anima rimane uno sfregio che la imbruttisce, un livido nero che la deturpa e ti accorgi di non essere più quella che eri prima.
La tua energia s’è infiacchita, la tua curiosità s’è affievolita e la tua fiducia nel futuro s’è spenta.
Hai scoperto d’aver sprecato un pezzo di esistenza che nessuno ti rimborserà…

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Col tempo sai

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il viso
non ricordi la voce
quando il cuore ormai tace
a che serve cercare ti lasci andare
e forse é meglio così

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro che adoravi che cercavi nel buio
l’altro che indovinavi in un batter di ciglia
tra le frasi e le righe e il fondotinta
di promesse agghindate per uscire a ballare
col tempo sai tutto scompare.

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
ogni cosa appassisce io mi scopro a frugare
in vetrine di morte quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia.

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse
l’altro che ricoprivi di gioielli e di vento
ed avresti impegnato anche l’anima al monte
per cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene.

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il fuoco
non ricordi le voci della gente da poco
e il loro sussurrare
non ritardare copriti col freddo che fa.

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
in un letto straniero ti senti gelato
solitario ma in fondo in pace col mondo
e ti senti tradito dagli anni perduti

Allora tu col tempo sai
non ami più.

Avec le temps…
Avec le temps, va, tout s’en va
On oublie le visage et l’on oublie la voix
Le coeur quand ça bat plus, c’est pas la peine d’aller
Chercher plus loin, faut laisser faire et c’est très bien

Avec le temps…
Avec le temps, va, tout s’en va
L’autre qu’on adorait, qu’on cherchait sous la pluie
L’autre qu’on devinait au détour d’un regard
Entre les mots, entre les lignes et sous le fard
D’un serment maquillé qui s’en va faire sa nuit
Avec le temps tout s’évanouit
Avec le temps…

Avec le temps, va, tout s’en va
Mêm’ les plus chouett’s souv’nirs ça t’a un’ de ces gueules
A la Gal’rie j’Farfouille dans les rayons d’la mort
Le samedi soir quand la tendresse s’en va tout’ seule
Avec le temps…

Avec le temps, va, tout s’en va
L’autre à qui l’on croyait, pour un rhume, pour un rien
L’autre à qui l’on donnait du vent et des bijoux
Pour qui l’on eût vendu son âme pour quelques sous
Devant quoi l’on s’trainait comme trainent les chiens
Avec le temps, va, tout va bien

Avec le temps…
Avec le temps, va, tout s’en va
On oublie les passions et l’on oublie les voix
Qui vous disaient tout bas les mots des pauvres gens
Ne rentre pas trop tard, surtout ne prend pas froid

Avec le temps…
Avec le temps, va, tout s’en va
Et l’on se sent blanchi comme un cheval fourbu
Et l’on se sent glacé dans un lit de hasard
Et l’on se sent tout seul peut-être mais peinard
Et l’on se sent floué par les années perdues

Alors vraiment
Avec le temps on n’aime plus.

Omaggio di Franco Battiato alla musica francese e agli chansonnier, padri putativi dei cantautori italiani, con il bellissimo brano di Leo Ferrè del 1962. Da ascoltare anche nella struggente interpretazione di Dalida. Quando canta l’emozione.

>>Franco Battiato – Fleurs3 – 2002
>>Leo Ferrè – Avec Le Temps – 1962

20 ago 2007