Piove
giovedì 12 giugno, tardo pomeriggio di una giornata caldissima ed assolutamente estiva: 4mm di pioggia e grandine in pochissimi minuti.
No, non sono i Tropici…
Da Scilla a Cariddi
Come preannunciato, oggi si tratta l’argomento "Le avventure acquatiche di un viaggiatore che s’avventuri con sprezzo del pericolo all’attraversamento veloce dello Stretto di Messina".
Partiamo da un dato numerico: i pendolari senza autovettura (gli automobilisti so’ più fortunati, passano da Villa con le Caronti) che ogni giorno per studio o lavoro appunto pendolano tra Reggio e Messina sono oltre dieci mila.
Bene, il carico di tutti questi pendolari è sostenuto dalla bellezza di numero DUE aliscafi da 300 posti circa forniti gentilmente dalle Ferrovie dello Stato, monopoliste assolute nel settore mezzi veloci (che poi veloci è un eufemismo, mettendoci per attraversare circa mezz’ora): il TINDARI JET e il SELINUNTE JET. Mai sostituito il terzo mezzo, il SEGESTA JET, sventrato nel tremendo incidente del 15 gennaio 2007.
Qualcuno si chiederà cosa succede se uno dei due ha un guasto (cosa frequentissima per altro) e lo sfortunato viaggiatore in attesa d’imbarco si trova sul versante siculo dove non esiste non dico un terminal, ma neanche una pensilina: niente. Si attende fiduciosi all’aria fresca, con le intemperie meteorologiche e atmosferiche come compagne d’avventura, senza alcuna informazione utile: nessuno sa se la corsa successiva ci sarà o meno, e quale sarà il suo ritardo.
L’ultima volta in cui è avvenuto tutto ciò? Mercoledì 23. Io c’ero? Ma naturalmente si. A che ora siamo partiti da Messina a fronte dell’orario previsto 13.10? Alle 13.50 e c’è andata pure benissimo che non tirava poi tanto vento e non pioveva… E pensare che ancora mi toccano altri tre giorni d’avventura…
Se poi si pensa che oggi, dopo oltre 60 anni, ci sono in servizio per le Ferrovie le stesse identiche navi bidirezionali della prima metà del secolo scorso, la situazione generale dei trasporti nello Stretto ovviamente non può che peggiorare.
E menomale che il ministro dei Trasporti del defunto governo, Alessandro Bianchi, era il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, uno che a Reggio ha vissuto e che la realtà dei fatti e dei trasporti in quest’area l’avrebbe dovuta conoscere in prima persona.
Poveri noi…
(grazie per le foto a Peppe Caridi)
Auguri
Affascinate, cieli, con la vostra purezza
queste notti d’inverno
e siate perfetti!
Volate più vive nel buio di fuoco, silenziose meteore,
e sparite.
Tu, luna, sii lenta a tramontare,
questa è la tua pienezza!
Le quattro bianche strade se ne vanno in silenzio
verso i quattro lati dell’universo stellato.
Il tempo cade, come manna, agli angoli
della terra invernale.
Affascinate con la vostra purezza queste notti di Avvento,
o sante sfere,
mentre le menti, docili come bestie,
stanno vicine, al riparo, nel dolce fieno,
e gli intelletti sono più tranquilli delle greggi che
pascolano alla luce delle stelle.
Oh, versate, cieli il vostro buio e la vostra luce sulle nostre
Solenni vallate;
e tu, viaggia come la Vergine gentile
verso il maestoso tramonto dei pianeti,
o bianca luna piena, silente come Betlemme!
Auguri di tutto cuore a chi voglio bene, a chi mi vuol bene, a chi m’è stato accanto, a chi c’è stato sempre, a chi ha raccolto lacrime e sorrisi, a chi m’ha fatto compagnia, a chi ha riso con me.
Auguri ai nuovi amici e agli amici di sempre.
E a chi ha scelto nuove strade.
















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