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	<title>sinergie.::.websolution &#124; il blog &#187; lingua</title>
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		<title>Bonjour, tristesse…</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 09:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Andiamo al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[contest]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[  1933. Grande depressione. Un impresario di Broadway fallito, Chester Kent, insieme alla sua fidanzata Narcissa, torna nella sua Winnipeg, proprio quando, nel tentativo di arricchirsi, la baronessa produttrice di birra Lady Port-Huntly indice un concorso canoro per attirare in città il maggior numero di forestieri. Il tema scelto per le opere è la tristezza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.mymovies.it/filmclub/2006/09/022/foto0.jpg" />  </p>
<p align="justify">1933. Grande depressione. Un impresario di Broadway fallito, Chester Kent, insieme alla sua fidanzata Narcissa, torna nella sua Winnipeg, proprio quando, nel tentativo di arricchirsi, la baronessa produttrice di birra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isabella_Rossellini">Lady Port-Huntly</a> indice un concorso canoro per attirare in città il maggior numero di forestieri. Il tema scelto per le opere è la tristezza. Per conquistare il primo premio di ben 25.000 dollari, da tutto il paese accorrono cantanti intenzionati a far ascoltare <a href="http://www.fandango.it/default.asp?idlingua=1&amp;idContenuto=1783" target="_blank"><em>La canzone più triste del mondo</em></a>. </p>
<p align="justify">Chester, un tempo amante della baronessa e testimone dell’incidente che l’ha privata delle gambe, deve scontrarsi fra gli altri col proprio padre, Fyodor Kent, ex chirurgo ed ex alcolizzato da sempre innamorato della bella Lady Helen e col fratello Roderick Kent, espatriato in Serbia dove ha conosciuto il calore di una moglie e l&#8217;affetto di un figlio, salvo poi perdere l&#8217;uno e l&#8217;altro. I vecchi ricordi di famiglia riemergono, insieme alle fobie, alle durezze e alle ambizioni frustrate. </p>
<p>Il bianco e nero vintage e l’audio &quot;invecchiato&quot; ci portano surrealmente ai tempi del primo cinema sonoro, ma i dialoghi sono soft-core, con una vena ironica e stuzzicante.  </p>
<p>Dietro una robusta parvenza ostica, si nasconde una commedia semi-musicale gustosa, divertente e colta, elegante e onirica. </p>
<p>Un’idea da contest: </p>
<p>Oggi, in una gara così, chi vincerebbe???<br />
<h4></h4>
<h6><a href="http://www.mymovies.it/ajax/videotrailer_centrale.asp?codicefilm=2006/09/022&amp;altezza=262&amp;div=risultato_trailer&amp;idfilm=44710">La canzone più triste del mondo</a> (The Saddest Music in the World)<br />Un film di <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=20408">Guy Maddin</a>. Con <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=65053">Mark McKinney</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=3032">Isabella Rossellini</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=11156">Maria de Medeiros</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=53809">David Fox</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=68326">Ross McMillan</a>. Genere <a href="http://www.mymovies.it/film/musicali/">Musicale</a>, colore 99 minuti. &#8211; Produzione Canada <a href="http://www.mymovies.it/film/?anno=2003">2003</a>. &#8211; Distribuzione Fandango &#8211; [Uscita nelle sale venerdì 18 luglio 2008]</h6>
</p>
<p align="right"><strong><a href="http://stregamorgana22.spaces.live.com"><font size="1">ritorna all’home page</font></a></strong></p>
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		<title>My word coach – Giocare con la grammatica</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 18:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[parola]]></category>
		<category><![CDATA[Si gioca]]></category>

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		<description><![CDATA[  “Il 38% degli italiani non sa usare il congiuntivo, il 27 % ha problemi con il condizionale e il 31% con il passato remoto”. Gli accenti creano confusione e il 63% degli italiani non sa mai se mettere l’accento sul “se” e il 22% non sa bene dove di mettono le doppie consonanti nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  </p>
<p>“Il 38% degli italiani non sa usare il congiuntivo, il 27 % ha problemi con il condizionale e il 31% con il passato remoto”. Gli accenti creano confusione e il 63% degli italiani non sa mai se mettere l’accento sul “se” e il 22% non sa bene dove di mettono le doppie consonanti nelle parole. </p>
<p>E le K??? Vogliamo parlare del fiorire delle K?????Consonante di nobile origine greca, ma assolutamente sconosciuta alla lingua latina che fa da base alla nostra di lingua. </p>
<p>La notizia è di quelle da ricerca universitaria, direte voi. Invece no. Sorpresa. La notizia viene da una ricerca del produttore di videogiochi <strong>Ubisoft</strong>, che ha pensato bene di rimediare all’emergenza con il gioco “<a href="http://www.ubi.com/IT/Games/Info.aspx?pId=6591">My word coach-Arricchisco il mio vocabolario</a>”: sei livelli di gioco attraverso i quali mettersi alla prova e migliorare la propria proprietà di linguaggio.  </p>
<p>Lo studio e&#8217; stato realizzato da BocconiTrovato&amp;Partners attraverso 5 focus group, su circa 100 ragazzi delle scuole medie superiori, in collaborazione con un pool di 80 esperti.   </p>
</p>
<p>I risultati sono stati abbastanza deludenti: solo il 14% ha risposto esattamente ad almeno l’80% delle domande, mentre la maggior parte (47%) si è limitata al 40% di risposte corrette. Ben il 21%, poi, ha risposto correttamente solo al 30% del questionario. Qual è il significato corretto di &quot;abiurare&quot;? Tra quelle proposte è sicuramente questa la parola che ha creato maggiori problemi agli studenti. Solo l’11% ha individuato in &quot;sconfessare-rinunciare&quot; il significato corretto, e se le risposte si sono polarizzate su &quot;minacciare-intimidire&quot; (46%) c’è anche un 19% che ha scelto &quot;copiare&quot; e un 24% che ritiene abiurare il verso di un animale. </p>
<p>Qual e&#8217; il significato corretto di &#8216;zuzzurellone&#8217;? Neanche l&#8217;ultima parola del nostro vocabolario ha segnato una riscossa degli intervistati perche&#8217; a fronte di un 62% che ha correttamente indicato in &#8216;sciocco&#8217; un giusto sinonimo, ci sono 4 ragazzi su 10 che hanno scelto un recipiente (12%), un tipo di abito (11%) o una tribu&#8217; dell&#8217;Africa centrale (9%).  </p>
<p>  </p>
</p>
<p align="center"><img height="276" src="http://giotto.ibs.it/gv/or/35/3307210257635.jpg" width="305" /></p>
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		<title>Scopri il senso nascosto</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 17:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'arte della menzogna]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[  “In autunno Romano (Prodi, ndr) sceglierà tra alcuni incarichi di livello internazionale”.(Angelo Rovati)Voleva dire:“Sta ancora cercando qualcosa da fare”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  </p>
<p>“<strong>In autunno Romano (Prodi, ndr) sceglierà tra alcuni incarichi di livello internazionale”</strong>.<br /><em>(Angelo Rovati)</em><br />Voleva dire:<br /><strong>“Sta ancora cercando qualcosa da fare”.</strong></p>
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		<title>Maturità prossima ventura</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 08:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose folli dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[humor]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[  1) &#34;Sei nella terra fredda sei nella terra negra&#34;: in questo commovente epicedio, il prolifico quanto sfortunato Poeta canta lo strazio per la sepoltura separata dei suoi dodici figli, per metà in Groenlandia (&#34;sei nella terra fredda&#34;), per metà in Mozambico (&#34;sei nella terra negra&#34;). Il candidato commenti, in Carducci, la tendenza all&#8217;impiego di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  </p>
<p>1) &quot;Sei nella terra fredda sei nella terra negra&quot;: in questo commovente epicedio, il prolifico quanto sfortunato Poeta canta lo strazio per la sepoltura separata dei suoi dodici figli, per metà in Groenlandia (&quot;sei nella terra fredda&quot;), per metà in Mozambico (&quot;sei nella terra negra&quot;). Il candidato commenti, in Carducci, la tendenza all&#8217;impiego di un linguaggio non politically correct (&quot;negra&quot; per &quot;di colore&quot;). </p>
<p>2) &quot;Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand&#8217;ella altrui saluta&quot;. Ovvero, cortesia e falsità nella Firenze bottegaia del tardo Tredicesimo secolo. Il candidato, sulla falsariga di Dante, biasimi anche in certe cassiere  dei nostri giorni la tendenza a &quot;parere&quot; gentili e oneste, senza però rilasciare il regolare scontrino fiscale. </p>
<p>3) &quot;Chiare fresche e dolci acque&quot;. Il candidato valuti l&#8217;efficacia pubblicitaria di questo celebre verso petrarchesco, celebrativo delle sorgenti di Valchiusa, a confronto del più recente &quot;Altissima, purissima, levissima&quot; dell&#8217;altoatesino Reinhold Messner. </p>
<p>4) &quot;Vaghe stelle dell&#8217;Orsa io non credea tornare ancor per uso a contemplarvi&quot;. Il Poeta esprime qui tutto il suo disappunto, come utente (&quot;ancor per uso&quot;) delle ferrovie recanatesi, nel trovarsi davanti, per l&#8217;ennesimo sciopero, i capi-popolo insieme fumosi e malati di protagonismo (&quot;vaghe stelle&quot;) di una siglia del sindacalismo di base (&quot;l&#8217;Orsa&quot;). Il candidato apprezzi, in Leopardi, la pionieristica sensibilità alla regolamentazione del diritto di sciopero. </p>
<p>5) &quot;Si sta come d&#8217;autunno sugli alberi le foglie&quot;. Variazioni climatiche e meteo impazzito già ai tempi di Giuseppe Ungaretti. E&#8217; primavera (&quot;sugli alberi le foglie&quot;), ma piove e fa un freddo becco (&quot;si sta come d&#8217;autunno&quot;). Il candidato dica un po&#8217; lui dove andremo a finire di questo passo. </p>
</p>
<p>Fonte: <em>Corriere della Sera</em></p>
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		<title>Scopri il senso nascosto</title>
		<link>http://www.sinergie.biz/blog/2008/06/scopri-il-senso-nascosto-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 10:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'arte della menzogna]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[  “Per l’ormai acquisita conoscenza dei mercati e per l’organizzazione specifica, l’Antitrust è l’ente più adatto a inibire su scala nazionale l’utilizzazione di clausole vessatorie nei contratti di massa”(Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust).Voleva dire:“Robin Hood sono io” “Nei prossimi giorni convocheremo le parti sociali per discutere sui modi di un’equa ripartizione della ricchezza che verrà” (Maurizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  </p>
<p><strong>“Per l’ormai acquisita conoscenza dei mercati e per l’organizzazione specifica, l’Antitrust è l’ente più adatto a inibire su scala nazionale l’utilizzazione di clausole vessatorie nei contratti di massa”</strong><br />(<em>Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust</em>).<br />Voleva dire:<strong><br />“Robin Hood sono io”</strong> </p>
<p><strong>“Nei prossimi giorni convocheremo le parti sociali per discutere sui modi di un’equa ripartizione della ricchezza che verrà” <br /></strong>(<em>Maurizio Saccomi, ministro del Welfare</em>).<br />Voleva dire:<br /><strong>“Speriamo che venga”.</strong> </p>
</p>
<p><a href="http://stregamorgana22.spaces.live.com/blog/cns!8609675E39FEB927!1485.entry" target="_blank">Aggiornamento per: L&#8217;arte della menzogna</a></p>
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		<title>Scopri il senso nascosto</title>
		<link>http://www.sinergie.biz/blog/2008/06/scopri-il-senso-nascosto-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 13:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'arte della menzogna]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[  “Lo schema di collaborazione è aperto a tutti gli operatori interessati”(Nota di Telecom Italia sull’accordo con Fastweb per la costruzione della rete fissa di nuova generazione).Voleva dire:“Aiutateci, per piacere” Aggiornamento per: L&#8217;arte della menzogna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>  </p>
<p><strong>“Lo schema di collaborazione è aperto a tutti gli operatori interessati”</strong><br /><em>(Nota di Telecom Italia sull’accordo con Fastweb per la costruzione della rete fissa di nuova generazione)</em>.<br />Voleva dire:<br /><strong>“Aiutateci, per piacere”</strong> </p>
<p><a href="http://stregamorgana22.spaces.live.com/blog/cns!8609675E39FEB927!1485.entry" target="_blank">Aggiornamento per: L&#8217;arte della menzogna</a></p>
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		<title>Adesso esigo il copyright!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 12:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose folli dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[maturità]]></category>

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		<description><![CDATA[  MIUR, Maturità 2008: “Comunicare le emozioni: un tempo per farlo si scriveva una lettera, oggi sms e mail. Così idee e sentimenti viaggiano attraverso abbreviazioni e acronimi in maniera veloce e funzionale” Morgana, 6 aprile: “In origine era solo carta&#8230;. profumata magari, preziosa&#8230; in casi estremi segnata dalle lacrime di chi scriveva e sgualcita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  </p>
<p><strong>MIUR, Maturità 2008:</strong> </p>
<p>“Comunicare le emozioni: un tempo per farlo si scriveva una lettera, oggi sms e mail. Così idee e sentimenti viaggiano attraverso abbreviazioni e acronimi in maniera veloce e funzionale” </p>
<p><strong>Morgana, </strong><a href="http://stregamorgana22.spaces.live.com/blog/cns!8609675E39FEB927!1393.entry" target="_blank"><strong>6 aprile</strong></a><strong>:</strong> </p>
<p>“In origine era solo carta&#8230;. profumata magari, preziosa&#8230; in casi estremi segnata dalle lacrime di chi scriveva e sgualcita sempre dalle innumerevoli letture. Così per più di duemila anni&#8230; Negli ultimi anni anche sms ed e-mail, tecnologia al servizio delle emozioni. E in qualche modo il cerchio si chiude: come racconta <a href="http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842085270">Armando Petrucci in <em>Scrivere lettere,</em></a> le prime missive databili attorno al V secolo a.C. sono veri e propri &quot;short message&quot;..” </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scopri il senso nascosto</title>
		<link>http://www.sinergie.biz/blog/2008/06/scopri-il-senso-nascosto-4/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 09:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'arte della menzogna]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[  “con voi perderò poco tempo”(Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica ai sindacati) voleva dire “Tanto non ci sono soldi per gli aumenti che chiedete”. Aggiornamento per: L&#8217;arte della menzogna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  </p>
<p><strong>“con voi perderò poco tempo”<br /></strong>(<em>Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica ai sindacati</em>)  </p>
<p>voleva dire  </p>
<p><strong>“Tanto non ci sono soldi per gli aumenti che chiedete”.</strong> </p>
<p><a href="http://stregamorgana22.spaces.live.com/blog/cns!8609675E39FEB927!1485.entry" target="_blank">Aggiornamento per: L&#8217;arte della menzogna</a> </p>
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		<title>Grido il dolore di ogni uomo…</title>
		<link>http://www.sinergie.biz/blog/2008/06/grido-il-dolore-di-ogni-uomo%e2%80%a6/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 17:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il peso della cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andiamo al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[  &#34;cerco una speranza che m&#8217;illumini, cerco una strada oltre il buio, mentre mi perdo in questa notte,mentro smarrito cerco l&#8217;alba e grido al cielo, grido il dolore d&#8217;ogni uomo, la vita che dolore dentro me&#34; Per prima cosa, perdonatemi l&#8217;uso e l&#8217;abuso di aggettivi superlativi, ma credetemi che non c&#8217;è nient&#8217;altro da usare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">  </p>
<p><em>&quot;cerco una speranza che m&#8217;illumini, <br />cerco una strada oltre il buio, <br />mentre mi perdo in questa notte,<br />mentro smarrito cerco l&#8217;alba e grido al cielo, <br />grido il dolore d&#8217;ogni uomo, <br />la vita che dolore dentro me&quot;</em> </p>
<p align="justify">Per prima cosa, perdonatemi l&#8217;uso e l&#8217;abuso di aggettivi superlativi, ma credetemi che non c&#8217;è nient&#8217;altro da usare per definire quanto ho avuto il privilegio di vedere domenica 2 giugno. </p>
<p align="justify">Il PalaPentimele di Reggio Calabria &#8211; unica tappa meridionale della tournée &#8211; saluta con quindici minuti di standing ovation il cast del kolossal teatrale “La Divina Commedia L&#8217;Opera”. Sul palco a ricevere il lungo e meritato abbraccio, insieme Dante &#8211; Vittorio Matteucci, già protagonista di Notre Dame de Paris, 23 cantanti, 20 ballerini e 10 acrobati e tutti i tecnici che hanno lavorato nella produzione ed organizzazione dell&#8217;evento.<br />Un successo inimmaginabile ha premiato così uno spettacolo davvero sensazionale firmato da autentiche stelle dello spettacolo e del cinema, prodotto dalla NOVA ARS Musica Arte Cultura e ideato e composto dal Maestro Marco Frisina, su libretto di Gianmario Pagano<br />L’Opera ha ricevuto a Reggio il &quot;Premio Miglior Spettacolo dell&#8217;Anno&quot; della rassegna &quot;Fatti di Musica 2008&quot; di Ruggero Pegna, che ha assegnato il &quot;Riccio d´Argento&quot; del celebre orafo Gerardo Sacco, oscar italiano dello spettacolo dal vivo, a Mons. Marco Frisina per le composizioni ed al pluripremiato Carlo Rambaldi per la progettazione delle creature fantastiche: Lucifero, il Grifone e le Furie.
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<div><span style="display:none">&nbsp;</span><script language="javascript" type="text/javascript" defer="defer" id="b66a444c-4983-4531-8977-5a16cd5e1036">FlashDetection.handleEmbedCode("b66a444c-4983-4531-8977-5a16cd5e1036", '\x3cembed src\x3d\x22http\x3a\x2f\x2fwww.youtube.com\x2fv\x2fE6Aa8uTxhE4\x26amp\x3bhl\x3den\x22 type\x3d\x22application\x2fx-shockwave-flash\x22 wmode\x3dtransparent width\x3d425 height\x3d355 pluginspage\x3d\x22http\x3a\x2f\x2fwww.macromedia.com\x2fgo\x2fgetflashplayer\x22 allowscriptaccess\x3dnever allownetworking\x3dinternal\x3e', 'http\x3a\x2f\x2fsc4.sclive.net\x2f00.0.0000.0000\x2fWeb\x2fimages\x2fnoflash.gif');</script></div>
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<p align="justify"><em>&quot;Una miscela di spettacolo, musica, cultura, spiritualità, in cui le emozioni della Divina Commedia vengono trasmesse in modo unico e nuovo ad un numerosissimo pubblico di tutte le età. Un autentico kolossal teatrale e musicale, con super effetti speciali, centinaia di costumi, favolose proiezioni ed uno straordinario cast. Un&#8217;imperdibile occasione per vivere il viaggio di Dante in circa tre ore di appassionante e coinvolgente spettacolo. La Divina Commedia di Marco Frisina </em><em>è certamente il miglior spettacolo dell&#8217;anno ed uno dei più belli di sempre.&quot;</em> </p>
<p align="justify">Magnificente l&#8217;imponente scenografia virtuale creata da Paolo Miccichè, il maggior esperto internazionale di proiezioni dall&#8217;effetto tridimensionale; essenziale ed evocante il gigantesco cerchio di acciaio e materiali speciali dal diametro di diciotto metri di Antonio Mastromattei che ha curato l´impianto scenico; bellissimi i 600 costumi di Alberto Spiazzi.Per la prima volta è andata in scena la più famosa opera della letteratura italiana con un linguaggio suggestivo e rivolto al grande pubblico.  </p>
<p align="justify">In due atti, dalle 21,15 a qualche minuto dopo mezzanotte, armonie potenti e dolci, sorprendenti coreografie e acrobazie immerse tra immagini straordinarie e suggestive che proiettano in un mondo fantastico, ti prendono al tal punto da farti attraversare con Dante e Virgilio l&#8217;Inferno e il Purgatorio, trasalire all&#8217;apparizione di Caronte e degli occhi di brace dei demoni, commuoverti al disperato canto di Francesca, intristirti sulla disperazione del Conte Ugolino, riflettere sull&#8217;orgoglio d&#8217;Ulisse che rivendica la necessità della conoscenza e sull&#8217;appassionato omaggio alla Poesia, spaventarti dalla visione di un Lucifero davvero impressionante, riempirti di meraviglia all&#8217;apparizione del Grifone e di Beatrice, che porta Dante in Paradiso e raccoglie la scena in quasi tutto il secondo atto.<br />Nell&#8217;insieme uno spettacolo avvolgente ed intenso, con solo qualche lieve perdonabile calo di tensione nel secondo atto, li dove la dinamica degli eventi è sacrificata ad una maggiore libertà esecutiva. Assolutamente da vedere. </p>
<p align="justify"><a href="http://www.ladivinacommediaopera.it">www.ladivinacommediaopera.it</a></p>
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		<title>De Cataldo: dagli anni di piombo a quelli di balsa</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 08:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il peso della cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giancarlo De Cataldo “Vestiti e corri alla radio. Hanno rapito Aldo Moro”. Avevo vent’anni, collaboravo a una radio libera. Mandai al diavolo l’amico, noto per i suoi scherzi, e me ne tornai a dormire. Pochi minuti dopo telefonarono da casa, giù in Puglia. “Hai sentito che è successo? Per favore, prendi il treno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Giancarlo De Cataldo</em> </p>
<p>“Vestiti e corri alla radio. Hanno rapito Aldo Moro”. Avevo vent’anni, collaboravo a una radio libera. Mandai al diavolo l’amico, noto per i suoi scherzi, e me ne tornai a dormire. Pochi minuti dopo telefonarono da casa, giù in Puglia. “Hai sentito che è successo? Per favore, prendi il treno e torna a casa. A Roma c’è pericolo…”. Accesi il televisore: comparvero le immagini di via Fani. Poliziotti in borghese si aggiravano attoniti fra i corpi dei loro colleghi della scorta; auto di ordinanza scaricavano alte cariche dello Stato dal volto corrucciato; la voce rotta dall’emozione dello speaker ripeteva le prime informazioni sul fatto. Allora è vero, è accaduto davvero. Hanno preso Moro. Sono state le Brigate rosse. Siamo in guerra…<br />Ho fra le mani, trent’anni dopo, <em>Eseguendo la sentenza</em>, il libro che Giovanni Bianconi ha dedicato ai 55 giorni del sequestro Moro. È una cronaca appassionata dei fatti, rivissuti attraverso i ricordi e le sensazioni di coloro che ne furono protagonisti, le dichiarazioni ufficiali “in presa diretta”, i documenti d’epoca. Una ricostruzione preziosa che ci restituisce al clima di sbigottito ottundimento che caratterizzava le nostre percezioni dell’allora, e ci forza a misurare il fossato incolmabile che divide il come eravamo dal come siamo diventati.<br />Quella mattina ci ritrovammo in radio, dominati dalla sensazione di una catastrofe incombente. Un pugno di giovani impotenti che, come tutti i giovani, coltivavano ancora l’illusione di poter cambiare il mondo. Il mondo dei padri. Eravamo aggressivi verso quel mondo. Di un’aggressività che coinvolgeva tutta una generazione: nessuno poteva dirsene immune. Pensavamo che i padri dovessero essere provocati, persino umiliati, costretti comunque a ritirarsi. Forse, speravamo solo di stimolare una qualche reazione in loro. Volevamo spingerli a un confronto aperto. Confidavamo in una loro risposta, in un segnale. Ma nessuno di noi avrebbe mai imbracciato un mitra e spento una vita umana.<br />Però c’era chi lo faceva, e nel senso «politico» della lotta armata non potevi non cogliere, immediato, il riflesso di quell’aggressività generazionale. Vedevamo ogni giorno ragazze e ragazzi, quello sino a ieri spavaldo e indifferente, l’amico timido, il taciturno, il mite, abbracciare di colpo le posizioni estreme, urlare gli slogan più truci, inneggiare all’annientamento del nemico.<br />Un interrogativo ci tormentava: questi brigatisti sono, come si leggeva sulla stampa, “folli”, “strateghi del terrore”, “criminali comuni”, “agenti di potenze straniere”, o soltanto gente come noi che ha deciso di trasformare in azione ciò che pure alberga nel nostro sentire? Assassini, in una parola, o parricidi? E alla fine, dopo averlo così duramente punito, avrebbero usato clemenza verso quel padre che, dalla “prigione del popolo”, si sforzava di trovare un canale di comunicazione con il suo mondo che l’aveva abbandonato, o la “giustizia proletaria” avrebbe compiuto il suo corso sino alle estreme conseguenze? Avevamo tante domande, ma ci mancavano le risposte. Ma nemmeno “chi di dovere”, se si ripercorre la cronaca di quei giorni, aveva risposta. Erano forse sbagliate le domande? O c’era qualcosa di non detto, qualcosa che avremmo scoperto soltanto dopo, quand’era troppo tardi?<br />Intanto la tragedia correva sulle nostre teste, scavava nel nostro inconscio, assestava radici di odio e di sangue. I bambini sognavano scene cilene, Roma era una città plumbea, stretta in un assedio metropolitano che evocava scenari da paese in guerra, eppure, fra le maglie dei controlli, i brigatisti si muovevano agili e indisturbati, nessuno pensava a pedinare gli intermediari, nessuno apriva porte sospette e preziosi indizi, che avrebbero potuto cambiare il corso della storia, restavano occultati dietro il moto indecifrabile del piattino di una singolare seduta spiritica.<br />Trent’anni dopo dovremmo vergognarci di aver pensato, in tanti, che Moro era impazzito, che non era più lui, che era indotto a vergare missive disperate dal “pieno e incontrastato dominio” dei suoi carcerieri. Chi si opponeva alla trattativa aveva ottime ragioni per mostrarsi intransigente. Ma trent’anni dopo siamo costretti a constatare che nel paese del familismo amorale, delle tangenti e delle raccomandazioni, solo e soltanto alla famiglia di Aldo Moro si era deciso di negare il conforto di uno spiraglio di trattativa. Lo si era fatto per i terroristi palestinesi (come Moro non mancava di ricordare nelle sue lettere), e l’avremmo fatto qualche tempo dopo per Giovanni D’Urso e per Ciro Cirillo.<br />Lo Stato non andò in crisi. Siamo ancora qui a testimoniarlo. Per tutti si trovò una strada. Per tutti tranne che per Moro. E mentre le domande si rincorrevano, accadevano cose che, con una scelta coraggiosa e condivisibile, Bianconi non racconta perché nessuno, in quel momento, poteva raccontarle.<br />Soltanto in seguito avremmo appreso, infatti, che le unità di crisi si avvalevano della consulenza di esperti internazionali per i quali la sola eventualità di una trattativa era una bestemmia. Che gli apparati investigativi pullulavano di uomini della loggia massonica deviata P2. Che per molti addetti ai lavori il destino di Moro era segnato sin dall’istante del suo prelevamento. Che un timore angoscioso pervadeva settori rilevanti del mondo politico e istituzionale: il timore che, in qualche modo, dal “processo popolare” potessero scaturire rivelazioni su quelle strutture segrete (Gladio, Stay behind) che, di là e contro ogni controllo democratico, avrebbero dovuto assicurare, <em>by any means</em>, la fedeltà atlantista dell’Italia anche in caso di vittoria elettorale, dunque democratica, delle sinistre.<br />Non lo sapevamo noi, gente comune, e, per quanto si sia detto, scritto e indagato negli anni a venire, non è mai emersa la prova certa che ne fossero a conoscenza gli stessi brigatisti. O, forse, lo davano così per scontato che non metteva conto informarne le masse: in più di un verbale processuale gli autori del sequestro avrebbero poi affermato di non aver compreso sino in fondo la prosa morotea, oppure di esserne stati abilmente depistati. La stessa decisione di attentare a Moro, e non a qualche altro maggiorente democristiano, sarebbe poi stata spiegata con la più minimalista delle motivazioni: era il bersaglio più facile da colpire, gli altri erano meglio protetti.</p>
<p>Perché venissero alla luce i depositi segreti di armi, i progetti di “enucleazione” degli oppositori politici, la ragnatela di contromisure che avrebbero potuto realmente trasformare l’Italia in un campo di battaglia avremmo dovuto attendere la caduta del Muro di Berlino e la fine della guerra fredda. Storie passate, si dirà. Mai chiarite sino in fondo, forse impossibili da chiarire.<br />A meno di non trovare il coraggio di mettersi intorno a un tavolo e ricostruire il nostro passato senza la minaccia di una pena o il miraggio di una ricompensa. Ma non lo faremo. Non sembra proprio che interessi a nessuno.<br />Oggi la memoria di via Fani si è trasformata in una delle tante celebrazioni rituali a cui i delitti eccellenti della Prima repubblica ci hanno abituato. I ragazzi delle nostre scuole non sanno niente di Moro, del suo insegnamento, delle sue parole, delle strazianti lettere, della sua tragica fine. Tutto questo ci appare come un’icona sbiadita. Il nostro quotidiano parla una lingua totalmente diversa. Il sogno del mutuo ha rimpiazzato l’ansia della rivolta. L’operetta trionfa sul dramma, non c’è tragedia che non si possa presentare nel suo risvolto di sgangherato fescennino.<br />Gli anni di balsa hanno preso il posto degli anni di piombo. E in fondo li preferiamo. Sono, a loro modo, anni rassicuranti: non c’è molto da rimpiangere, in una stagione in cui si piazzavano esplosivi agli angoli delle strade e si sparava in faccia alla divisa, alla toga o alla grisaglia senza nessuna considerazione per l’uomo che l’indossav</p>
<p>a. I ragazzi di quella radio hanno messo su famiglia, c’è chi ha avuto successo e chi si è perso per strada, chi ha fatto carriera e chi non si rassegna a invecchiare. Uno alla volta, alla spicciolata, quasi tutti i protagonisti della vicenda sono usciti di scena.<br />Chi passato a miglior vita, con i propri dolori e, chissà, i propri segreti, e chi, come è accaduto a numerosi brigatisti, riammesso a varie forme di vita civile grazie a una legislazione i cui principi fondamentali, dalla rieducazione penitenziaria al reinserimento sociale, affondano tuttora radici proprio negli insegnamenti di Moro.<br />Paradossale, dolce, amara vendetta del padre sacrificato dall’arroganza dei giovani parricidi.<br />
<h4><a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/03/16/de-cataldo-dagli-anni-di-piombo-a-quelli-di-balsa/">De Cataldo: dagli anni di piombo a quelli di balsa</a></h4>
</p>
<p>(Io quel giorno di marzo lo ricordo bene, avevo undici anni e la tv in bianco e nero, ma anche in una cittadina piccola e lontana come era la Reggio di quegli anni, che si dibatteva tra i postumi di una disperata rivolta contro il potere decisionale imposto dall&#8217;alto e le prime avvisaglie dei nostri personalissimi &quot;anni di piombo&quot;, si avvertì che la storia cambiava.)</p>
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