1933. Grande depressione. Un impresario di Broadway fallito, Chester Kent, insieme alla sua fidanzata Narcissa, torna nella sua Winnipeg, proprio quando, nel tentativo di arricchirsi, la baronessa produttrice di birra Lady Port-Huntly indice un concorso canoro per attirare in città il maggior numero di forestieri. Il tema scelto per le opere è la tristezza. Per conquistare il primo premio di ben 25.000 dollari, da tutto il paese accorrono cantanti intenzionati a far ascoltare La canzone più triste del mondo.
Chester, un tempo amante della baronessa e testimone dell’incidente che l’ha privata delle gambe, deve scontrarsi fra gli altri col proprio padre, Fyodor Kent, ex chirurgo ed ex alcolizzato da sempre innamorato della bella Lady Helen e col fratello Roderick Kent, espatriato in Serbia dove ha conosciuto il calore di una moglie e l’affetto di un figlio, salvo poi perdere l’uno e l’altro. I vecchi ricordi di famiglia riemergono, insieme alle fobie, alle durezze e alle ambizioni frustrate.
Il bianco e nero vintage e l’audio "invecchiato" ci portano surrealmente ai tempi del primo cinema sonoro, ma i dialoghi sono soft-core, con una vena ironica e stuzzicante.
Dietro una robusta parvenza ostica, si nasconde una commedia semi-musicale gustosa, divertente e colta, elegante e onirica.
Un’idea da contest:
Oggi, in una gara così, chi vincerebbe???

















Social Media