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Bonjour, tristesse…

 

1933. Grande depressione. Un impresario di Broadway fallito, Chester Kent, insieme alla sua fidanzata Narcissa, torna nella sua Winnipeg, proprio quando, nel tentativo di arricchirsi, la baronessa produttrice di birra Lady Port-Huntly indice un concorso canoro per attirare in città il maggior numero di forestieri. Il tema scelto per le opere è la tristezza. Per conquistare il primo premio di ben 25.000 dollari, da tutto il paese accorrono cantanti intenzionati a far ascoltare La canzone più triste del mondo.

Chester, un tempo amante della baronessa e testimone dell’incidente che l’ha privata delle gambe, deve scontrarsi fra gli altri col proprio padre, Fyodor Kent, ex chirurgo ed ex alcolizzato da sempre innamorato della bella Lady Helen e col fratello Roderick Kent, espatriato in Serbia dove ha conosciuto il calore di una moglie e l’affetto di un figlio, salvo poi perdere l’uno e l’altro. I vecchi ricordi di famiglia riemergono, insieme alle fobie, alle durezze e alle ambizioni frustrate.

Il bianco e nero vintage e l’audio "invecchiato" ci portano surrealmente ai tempi del primo cinema sonoro, ma i dialoghi sono soft-core, con una vena ironica e stuzzicante.

Dietro una robusta parvenza ostica, si nasconde una commedia semi-musicale gustosa, divertente e colta, elegante e onirica.

Un’idea da contest:

Oggi, in una gara così, chi vincerebbe???

La canzone più triste del mondo (The Saddest Music in the World)
Un film di Guy Maddin. Con Mark McKinney, Isabella Rossellini, Maria de Medeiros, David Fox, Ross McMillan. Genere Musicale, colore 99 minuti. – Produzione Canada 2003. – Distribuzione Fandango – [Uscita nelle sale venerdì 18 luglio 2008]

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My word coach – Giocare con la grammatica

 

“Il 38% degli italiani non sa usare il congiuntivo, il 27 % ha problemi con il condizionale e il 31% con il passato remoto”. Gli accenti creano confusione e il 63% degli italiani non sa mai se mettere l’accento sul “se” e il 22% non sa bene dove di mettono le doppie consonanti nelle parole.

E le K??? Vogliamo parlare del fiorire delle K?????Consonante di nobile origine greca, ma assolutamente sconosciuta alla lingua latina che fa da base alla nostra di lingua.

La notizia è di quelle da ricerca universitaria, direte voi. Invece no. Sorpresa. La notizia viene da una ricerca del produttore di videogiochi Ubisoft, che ha pensato bene di rimediare all’emergenza con il gioco “My word coach-Arricchisco il mio vocabolario”: sei livelli di gioco attraverso i quali mettersi alla prova e migliorare la propria proprietà di linguaggio.

Lo studio e’ stato realizzato da BocconiTrovato&Partners attraverso 5 focus group, su circa 100 ragazzi delle scuole medie superiori, in collaborazione con un pool di 80 esperti.  

I risultati sono stati abbastanza deludenti: solo il 14% ha risposto esattamente ad almeno l’80% delle domande, mentre la maggior parte (47%) si è limitata al 40% di risposte corrette. Ben il 21%, poi, ha risposto correttamente solo al 30% del questionario. Qual è il significato corretto di "abiurare"? Tra quelle proposte è sicuramente questa la parola che ha creato maggiori problemi agli studenti. Solo l’11% ha individuato in "sconfessare-rinunciare" il significato corretto, e se le risposte si sono polarizzate su "minacciare-intimidire" (46%) c’è anche un 19% che ha scelto "copiare" e un 24% che ritiene abiurare il verso di un animale.

Qual e’ il significato corretto di ‘zuzzurellone’? Neanche l’ultima parola del nostro vocabolario ha segnato una riscossa degli intervistati perche’ a fronte di un 62% che ha correttamente indicato in ‘sciocco’ un giusto sinonimo, ci sono 4 ragazzi su 10 che hanno scelto un recipiente (12%), un tipo di abito (11%) o una tribu’ dell’Africa centrale (9%).

 

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18 lug 2008
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Scopri il senso nascosto

 

In autunno Romano (Prodi, ndr) sceglierà tra alcuni incarichi di livello internazionale”.
(Angelo Rovati)
Voleva dire:
“Sta ancora cercando qualcosa da fare”.

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18 lug 2008
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Maturità prossima ventura

 

1) "Sei nella terra fredda sei nella terra negra": in questo commovente epicedio, il prolifico quanto sfortunato Poeta canta lo strazio per la sepoltura separata dei suoi dodici figli, per metà in Groenlandia ("sei nella terra fredda"), per metà in Mozambico ("sei nella terra negra"). Il candidato commenti, in Carducci, la tendenza all’impiego di un linguaggio non politically correct ("negra" per "di colore").

2) "Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta". Ovvero, cortesia e falsità nella Firenze bottegaia del tardo Tredicesimo secolo. Il candidato, sulla falsariga di Dante, biasimi anche in certe cassiere  dei nostri giorni la tendenza a "parere" gentili e oneste, senza però rilasciare il regolare scontrino fiscale.

3) "Chiare fresche e dolci acque". Il candidato valuti l’efficacia pubblicitaria di questo celebre verso petrarchesco, celebrativo delle sorgenti di Valchiusa, a confronto del più recente "Altissima, purissima, levissima" dell’altoatesino Reinhold Messner.

4) "Vaghe stelle dell’Orsa io non credea tornare ancor per uso a contemplarvi". Il Poeta esprime qui tutto il suo disappunto, come utente ("ancor per uso") delle ferrovie recanatesi, nel trovarsi davanti, per l’ennesimo sciopero, i capi-popolo insieme fumosi e malati di protagonismo ("vaghe stelle") di una siglia del sindacalismo di base ("l’Orsa"). Il candidato apprezzi, in Leopardi, la pionieristica sensibilità alla regolamentazione del diritto di sciopero.

5) "Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie". Variazioni climatiche e meteo impazzito già ai tempi di Giuseppe Ungaretti. E’ primavera ("sugli alberi le foglie"), ma piove e fa un freddo becco ("si sta come d’autunno"). Il candidato dica un po’ lui dove andremo a finire di questo passo.

Fonte: Corriere della Sera

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13 lug 2008
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Scopri il senso nascosto

 

“Per l’ormai acquisita conoscenza dei mercati e per l’organizzazione specifica, l’Antitrust è l’ente più adatto a inibire su scala nazionale l’utilizzazione di clausole vessatorie nei contratti di massa”
(Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust).
Voleva dire:
“Robin Hood sono io”

“Nei prossimi giorni convocheremo le parti sociali per discutere sui modi di un’equa ripartizione della ricchezza che verrà”
(Maurizio Saccomi, ministro del Welfare).
Voleva dire:
“Speriamo che venga”.

Aggiornamento per: L’arte della menzogna

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26 giu 2008