1 0 Archivio Tag: amore
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E’ quel che è

E’ assurdo!
- dice la ragione.
”E’ quel che è”, dice l’Amore.

E’ infelicità!
– dice il calcolo.
Non è altro che dolore
- dice la paura
E’ vano
– dice il giudizio
”E’ quel che è”, dice l’Amore.

E’ ridicolo
- dice l’orgoglio
E’ avventato
– dice la prudenza
E’ impossibile
– dice l’esperienza
”E’ quel che è”, dice l’Amore.

E’ QUEL CHE E’ di ERICH FRIED
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31 lug 2008
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La Cura

 

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.

E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.


Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te.

 

"La cura" è semplicemente una delle più belle canzoni d’amore mai scritte, una canzone sull’abbandono e sulla assenza di una persona della quale non si può più fare a meno. Un accenno ad una separazione, alla fine di una storia, o forse all’inizio del percorso nel mondo dell’essere amato. Amare è solo ed effettivamente prendersi cura di un altro essere, sollevandolo da tutto, stargli accanto, ma senza evitargli le indispensabili tappe nel dolore, senza il quale è impossibile risvegliarsi.

Tra sogno e realtà, anche un uomo che è arrivato a comprendere o ad intuire l’assoluto, ma che pur tuttavia è sotto l’influenza dell’"essere speciale", è pronto a donargli il distillato della sua saggezza.

Il verso più bello? "Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto…"

>>> Franco Battiato – L’Imboscata – 1996

23 lug 2008
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L’ultimo dei fiori

 

"La visione è così magica che compensa di ogni fatica sopportata per raggiungerla: selvagge e aride guglie di pietra lanciate nell’aria, nettamente delineate in forma di una gigantesca mano contro il cielo… mentre l’oscurità e il terrore gravano su tutto l’abisso circostante"
Edward Lear -1847

Questa è Pentidattilo, la location dell’ultimo video di Adriano Celentano, "Fiori", tratto dal suo ultimo album “Dormi amore, la situazione non è buona”, uscito in novembre.

Le immagini in 3d raccontano della fuga dalla terra di un alieno che porta con sé solo un fiore che è riuscito a sbocciare sul nostro distrutto pianeta.
Sullo sfondo le riprese reali del paese abbandonato dopo il terremoto del 1783.

Pentidattilo – dal greco penthe (cinque) e daktylos (dito) – un grappolo di case aggrappate alla roccia maestosa, che ha la forma di una mano ciclopica, sorge tra le colline che si affacciano sul mar Ionio a 50 km da Reggio Calabria. La storia delle antichissime origini di Pentidattilo (640 a.C.) è avvolta ancora oggi in un velo di mistero. Nel XIII secolo, durante il periodo Normanno, Pentidattilo diventò una Baronia prima sotto gli Abenavoli, baroni di Montebello, poi sotto gli Alberti. Nel 1686 si consumò una terribile strage che fece rimbalzare il paesino dalla quiete alle pagine della storia e della leggenda: nella Pasqua di quell’anno gli Abenavoli, con il favore della notte, entrarono nel castello degli Alberti e massacrarono l’intera famiglia.

 

A seguito di questo fatto nacquero varie leggende: una dice che un giorno l’enorme mano si abbatterà sugli uomini per punirli della loro sete di sangue oppure si dice che le torri in pietra che sovrastano il paese, rappresentano le dita insanguinate di una mano ed è per questo motivo che Pentedattilo è stata più volte indicata come la mano del Diavolo e si dice che la sera, in inverno, quando il vento è violento tra le gole della montagna si riescono ancora a sentire le urla del marchese Alberti Un’altra leggenda dice che la notte del 16 Aprile di ogni anno, si vedono delle strane ombre in paese, madri con i bambini per la mano, che corrono inseguite da persone col coltello che tentano di ucciderli; sta di fatto che tutt’oggi gli abitanti di Pentadattilo nuovo, la notte non si avvicinano mai al paese vecchio, coperto da un mistero fitto, e dalla storia dei fantasmi.

 

Non rimane che godersi il video:

 
31 mag 2008
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La vita va…

La vita va.

E’ perpetuo il moto. Lo scienziato sa come prenderla. Felicità: ci si arriva a nuoto. Ci si spoglia. Si leva l’ancora.

Quando lei lo baciò, disse: Amore, non farmi male. Non farmi soffrire. Ho fatto un sogno: tu c’eri.

Vivo così. Tra il sociale e il vuoto. Guarda gli alberi come crescono. Felicità: ci vorrebbe un prete o un Mondo delle Idee comprensibile.

Ha dèi crudeli, la vita.

>> Baustelle – La vita va – 2008

07 apr 2008
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Amore, scrivimi…

In origine era solo carta…. profumata magari, preziosa… in casi estremi segnata dalle lacrime di chi scriveva e sgualcita sempre dalle innumerevoli letture. Così per più di duemila anni… Negli ultimi anni anche sms ed e-mail, tecnologia al servizio delle emozioni. E in qualche modo il cerchio si chiude: come racconta Armando Petrucci in Scrivere lettere, le prime missive databili attorno al V secolo a.C. sono veri e propri "short message":
"Emelis, vieni più presto che puoi".

Passano i secoli e c’è spazio per Ugo Foscolo, che scrive ad Antonietta Fagnani Arese: "Preparami un migliaio di baci, ch’io verrò stasera a succhiarli dalla tua bocca celeste" e per un Aleardo Aleardi esasperato: "Bimba mia. Senti una cosa. Le tue lettere mi piacciono poco; c’è qualcosa di freddino, di ritenuto, di non so che gelido, che non mi va".

All’epistola d’amore in chiave contemporanea è dedicato In cinque lettere: amore, a cura di Joshua Knelman e Rosalind Porter, in cui quaranta scrittori di tutto il mondo si misurano con il genere per dimostrarne l’eternità. Anche perchè, come scrivono le due curatrici, "a differenza di una telefonata o di una conversazione, una lettera d’amore è una cosa: una cosa che esiste nel mondo (spesso per lunghissimo tempo) e che ha il potere di rievocare uno stato d’animo. È per questo che richiediamo indietro le lettere, le distruggiamo, impediamo a qualcuno di pubblicarle o di conservarle con cura".

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06 apr 2008