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L’impiegato più fortunato della Terra

Alla fine la corsa al lavoro più bello del mondo ha avuto il suo vincitore. E’ Ben Suthall, 34enne inglese, che ha trionfato contro 34.000 aspiranti e conquistato uno stipendio da 50.000 dollari australiani (più o meno 85.000 euro) per nuotare, fare foto e video, e bloggare la vita quotidiana del più fortunato impiegato della Terra.

Nel VIDEO-curriculum di Southall c’è un bacio al leopardo, il mestiere di pescivendolo, il soggiorno in Africa come guida turistica e le attività di beneficienza. A dividersi il Paradiso, porterà la fidanzata canadese, Bre.

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07 mag 2009
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AAA Custode Cercasi

Cercasi custode. Lo stipendio? 76 mila euro e un contratto di 6 mesi.

(Abilità richieste per passare la selezione: dar da mangiare a pesci e tartarughe marine, sorvegliare ciclicamente i punti strategici dell’area, monitorare il passaggio delle balene, fare immersioni, visitare la poche e lussuosissime spa di lusso che si trovano in alcune isole per verificare il livello di impatto ambientale).

Ma, soprattutto, il futuro guardiano dev’essere un blogger: l’obiettivo dell’Ufficio del Turismo del Queensland è quello di usare questi 6 mesi come una vetrina mondiale per far conoscere dal di dentro le piccole grandi meraviglie di questa parte di oceano.

Le selezioni sono aperte fino al prossimo 22 febbraio, i risultati si conosceranno il 6 maggio e il prescelto inizierà il lavoro (!!!) in luglio.

Adesso pardon… vado a sistemare il curriculum…

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19 gen 2009
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Da Scilla a Cariddi

 

Come preannunciato, oggi si tratta l’argomento "Le avventure acquatiche di un viaggiatore che s’avventuri con sprezzo del pericolo all’attraversamento veloce dello Stretto di Messina".

Partiamo da un dato numerico: i pendolari senza autovettura (gli automobilisti so’ più fortunati, passano da Villa con le Caronti) che ogni giorno per studio o lavoro appunto pendolano tra Reggio e Messina sono oltre dieci mila.

Bene, il carico di tutti questi pendolari è sostenuto dalla bellezza di numero DUE aliscafi da 300 posti circa forniti gentilmente dalle Ferrovie dello Stato, monopoliste assolute nel settore mezzi veloci (che poi veloci è un eufemismo, mettendoci per attraversare circa mezz’ora): il  TINDARI JET e il SELINUNTE JET. Mai sostituito il terzo mezzo, il SEGESTA JET, sventrato nel tremendo incidente del 15 gennaio 2007.

Qualcuno si chiederà cosa succede se uno dei due ha un guasto (cosa frequentissima per altro) e lo sfortunato viaggiatore in attesa d’imbarco si trova sul versante siculo dove non esiste non dico un terminal, ma neanche una pensilina: niente. Si attende fiduciosi all’aria fresca, con le intemperie meteorologiche e atmosferiche come compagne d’avventura, senza alcuna informazione utile: nessuno sa se la corsa successiva ci sarà o meno, e quale sarà il suo ritardo.

L’ultima volta in cui è avvenuto tutto ciò? Mercoledì 23. Io c’ero? Ma naturalmente si. A che ora siamo partiti da Messina a fronte dell’orario previsto 13.10? Alle 13.50 e c’è andata pure benissimo che non tirava poi tanto vento e non pioveva… E pensare che ancora mi toccano altri tre giorni d’avventura…

Se poi si pensa che oggi, dopo oltre 60 anni, ci sono in servizio per le Ferrovie le stesse identiche navi bidirezionali della prima metà del secolo scorso, la situazione generale dei trasporti nello Stretto ovviamente non può che peggiorare.

E menomale che il ministro dei Trasporti del defunto governo, Alessandro Bianchi, era il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, uno che a Reggio ha vissuto e che la realtà dei fatti e dei trasporti in quest’area l’avrebbe dovuta conoscere in prima persona.

Poveri noi…

(grazie per le foto a Peppe Caridi)

 

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25 apr 2008
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A volte ritornano

Si chiude oggi una settimana trascorsa percorrendo andata e ritorno la benemerita A3 lungo i 103 km che separano Reggio Calabria da Vibo Valentia: il tragitto, in qualunque altro luogo del mondo (civilizzato o meno è uguale) prevederebbe tempi di percorrenza di 50 minuti osservando scrupolosamente i limiti di velocità; invece io pendolare per causa professionale (ho studiato vent’anni, preso due diplomi una laurea e un master per passare metà delle mie giornate tra pullman, treni, aliscafi e tram) ci impiego poco meno di due ore, tenendo la sbalorditiva media di 50 km/h se tutto va bene e se il pullman non incappa in un lentissimo mezzo pesante che faccia da tappo alla coda.

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Di tutto questo spreco di tempo rendiamo grazie all’ANAS, al raddoppio delle carreggiate, al tratto tra Rosarno e Serre (circa 23 Km tutti ad una corsia), ai cantieri chiusi a lavori quasi ultimati perché alla ditta costruttrice è stata revocata la certificazione antimafia, mandando a spasso gli operai della medesima e in bestia noi che da Reggio a Vibo impieghiamo lo stesso tempo  che ci mette un bolognese per andare a Milano.

Ma non finisce qui: a proposito di attraversamenti, la prossima settimana v’aggiorno su che vuol dire fare Reggio – Messina sugli aliscafi delle Ferrovie.

Alla prossima puntata….

 

PS: dopo lo sfogo, lascio un saluto a chi mi segue anche se da un po’ il blog sonnecchia e agli amici di sempre…

Abbiate pazienza, son momenti concitati per me… Ma a volte ritornano… :) A presto!!!

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18 apr 2008