Seduto in quel caffè
io non pensavo a te.
Guardavo il mondo che
girava intorno a me.
Poi d’improvviso lei sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se
non ci fosse che lei.
Vedevo solo lei
e non pensavo a te.
E tutta la città
correva incontro a noi.
Il buio ci trovò vicini
un ristorante e poi
di corsa a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei.
Mi son svegliato e
e sto pensando a te…
Ricordo solo che,
che ieri non eri con me.
Il sole ha cancellato tutto
di colpo volo giù dal letto
e corro lì al telefono
e parlo, rido e tu,
tu non sai perché,
t’amo, t’amo e tu,
tu non sai perché…
parlo, rido e tu,
tu non sai perché…
Il 29 settembre è il 272° giorno del Calendario Gregoriano (il 273° negli anni bisestili).
Mancano 93 giorni alla fine dell’anno.
Correva l’anno 1967 e un tale “seduto in quel caffè” non pensava alla sua donna. Uno speaker leggeva il giornale radio della mattina, che cominciava e finiva con le parole: Ieri, 29 settembre….
La voce cantante, sovrapponendosi, spiegava che quel giorno, il 29 settembre appunto, i pensieri erano tutti per un’altra donna, una fuga dalla realtà, quasi come se non ci fosse che lei. Il secondo tempo della canzone – davvero Parole & Musica – si riapriva con la voce dello stesso speaker: Oggi, 30 settembre…. E il protagonista ritornava alla realtà con una telefonata disperata alla sua donna, un urlo per lei che non capisce, e per il senso della vita e il senso dello svanire delle cose, scandito dalle parole del giornale radio, lontano e astratto. Era il 1967. Quella canzone la cantava l’Equipe 84. Ma la musica era di Lucio Battisti, e le parole di Mogol.
>> Equipe 84 – 29 Settembre – 1967






















Una delle poche certezze della vita è che ogni 29 settembre, in qualunque mondo virtuale tu sia, pubblichi questa canzone!!!
Niente da obbiettare, perché rimane sempre bellissima!
Un abbraccione!
La prossima volta che mi siedo ad un caffè, ti penserò!

Leggi l’ultimo post di Stefano: Tieni stretto ciò che è buono…
AAAAAARRRRRRGGGGGGGGGGG!!!!!!
Me ne scappette una in più!!!!
ci sono delle certezze ineluttabili!!!! mo’ vedi di pensare alle creature, piuttosto!!!
Vabbè l’ho detta così, ma “pensare”, oggi come oggi, è una parola troppo grossa con quei due dittatorelli: non ne ho più il tempo!!!