Sull’importanza di scegliere il titolo giusto per un libro, un articolo, una canzone tanto si è scritto.
Ma da dove arrivano alcuni dei titoli più strani o curiosi?
Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta – Robert M. Pirsing
E’ innegabile l’appeal suscitato dalla brillante scelta del titolo del diario di viaggio di Pirsig, ma in realtà essa è frutto dell’ispirazione dovuta ad altrettante pubblicazioni certo meno famose: Lo Zen e il tiro con l’arco di Eugen Herrigel, Lo Zen e l’arte di disporre i fiori di Gustie Herrigel, Lo Zen e l’Arte della Fotografia di Robert Leverant e molti altri.
Ma il primo in assoluto ad intuire il fascino zen fu Ray Bradbury, che nel 1958 scrisse l’influente e citatissimo saggio sull’arte di creare finzione: Lo Zen e l’arte della scrittura.
Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen
E’ nota alla critica la straordinaria somiglianza tra Cecilia, scritta nel 1782 da Fanny Burney, e Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. in realtà la Austen era una grande ammiratrice della Burner, e non fece mai mistero di essersi ispirata, tanto da far citare alla sua Anne Elliot uno dei personaggi di Cecilia, “l’inimitable Miss Larolles”. Ed è sempre alla tanto amata novella che la Austen deve il titolo del suo capolavoro.
Cecilia si conclude con un paragrafo in cui la frase Orgoglio e Pregiudizio si ripete tre volte:
“La fine di questa sfortunata impresa, disse il dott Lyster, è stato il risultato di Orgoglio e Pregiudizio. […] […] Se ad Orgoglio e Pregiudizio dovete le vostre miserie, così meravigliosamente bilanciate, sempre ad Orgoglio e Pregiudizio dovrete la loro soluzione.”
Arsenico e Vecchi merletti – Joseph Kesselring
Prima che Cary Grant rendesse un successo la versione cinematografica, la commedia di Joseph Kesselring mieteva successi e repliche a Broadway.
Il titolo è un omaggio ad uno sconosciuto romanzo sentimentale romanzo del 1902, Lavanda e vecchi merletti di Mirto Reed. La tendenza di Reed verso i titoli al limite della follia letteraria è stata d’esempio a molti suoi colleghi, ma la notorietà di Arsenico e vecchi merletti ha finito per togliere smalto e memoria all’originale. I due titoli sono stati citati da Carl Sandburg nella elegia sulla morte della poesia, descritta come una leggiadra signora che profuma di lavanda e vecchi merletti ma che in realtà sotto i merletti nasconde l’arsenico.
fonte:Telegraph.co.uk






















L’importanza di chiamarsi Maumozio,
Orgoglio e Maumozio,
Maumozio e lo Zen, ovvero il Maumozen,
Maumozio e vecchi merletti,
quanto a parodie sono peggio di Totò e Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
Maumozio d’Arabia
Maumozio e Cleopatra
Maumozio, Peppino e …la malafemmina
Maumozio le Mokò
Maumozio a colori
Mumozio lascia o raddoppia?
Maumozio, Peppino e…la dolce vita
…..
(sono tantissimi, eh…. è da tanto che non ne rivedo uno.. c’è da provvedere..)