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Da Scilla a Cariddi

 

Come preannunciato, oggi si tratta l’argomento "Le avventure acquatiche di un viaggiatore che s’avventuri con sprezzo del pericolo all’attraversamento veloce dello Stretto di Messina".

Partiamo da un dato numerico: i pendolari senza autovettura (gli automobilisti so’ più fortunati, passano da Villa con le Caronti) che ogni giorno per studio o lavoro appunto pendolano tra Reggio e Messina sono oltre dieci mila.

Bene, il carico di tutti questi pendolari è sostenuto dalla bellezza di numero DUE aliscafi da 300 posti circa forniti gentilmente dalle Ferrovie dello Stato, monopoliste assolute nel settore mezzi veloci (che poi veloci è un eufemismo, mettendoci per attraversare circa mezz’ora): il  TINDARI JET e il SELINUNTE JET. Mai sostituito il terzo mezzo, il SEGESTA JET, sventrato nel tremendo incidente del 15 gennaio 2007.

Qualcuno si chiederà cosa succede se uno dei due ha un guasto (cosa frequentissima per altro) e lo sfortunato viaggiatore in attesa d’imbarco si trova sul versante siculo dove non esiste non dico un terminal, ma neanche una pensilina: niente. Si attende fiduciosi all’aria fresca, con le intemperie meteorologiche e atmosferiche come compagne d’avventura, senza alcuna informazione utile: nessuno sa se la corsa successiva ci sarà o meno, e quale sarà il suo ritardo.

L’ultima volta in cui è avvenuto tutto ciò? Mercoledì 23. Io c’ero? Ma naturalmente si. A che ora siamo partiti da Messina a fronte dell’orario previsto 13.10? Alle 13.50 e c’è andata pure benissimo che non tirava poi tanto vento e non pioveva… E pensare che ancora mi toccano altri tre giorni d’avventura…

Se poi si pensa che oggi, dopo oltre 60 anni, ci sono in servizio per le Ferrovie le stesse identiche navi bidirezionali della prima metà del secolo scorso, la situazione generale dei trasporti nello Stretto ovviamente non può che peggiorare.

E menomale che il ministro dei Trasporti del defunto governo, Alessandro Bianchi, era il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, uno che a Reggio ha vissuto e che la realtà dei fatti e dei trasporti in quest’area l’avrebbe dovuta conoscere in prima persona.

Poveri noi…

(grazie per le foto a Peppe Caridi)

 

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25 apr 2008

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2 Commenti

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  1. Domenico
    25 apr 2008 at 20:04 #
    Un’analisi ineccepibile dello stato dei trasporti del paese che sarebbe la settima potenza mondiale…….descritta con pregevole maestria da un’abile penna…..un bacione! 
  2. poveri noi davvero…sai quando ho letto il titolo dell’intevento mi sono detto "uh guarda un altra persona che si sente un pò Ulisse.." perchè manco a farlo apposta ho pubblicato tipo 20 minuti fa un intervento chiamato "Sirene"..poi ho letto e ho capito che non è proprio quello l’argomento..ciao!:-)

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