Multas per gentes et multa per aequora vectus
advenio has miseras, frater, ad inferias,
ut te postremo donarem munere mortis
et mutam nequiquam alloquerer cinerem.
quandoquidem fortuna mihi tete abstulit ipsum.
heu miser indigne frater adempte mihi,
nunc tamen interea haec, prisco quae more parentum
tradita sunt tristi munere ad inferias,
accipe fraterno multum manantia fletu,
atque in perpetuum, frater, ave atque vale.
Passando per molte genti e per molti mari, arrivo a queste misere esequie tue per renderti, o fratello, nella morte l’ultimo omaggio e per parlare invano con le tue ceneri mute, dal momento che la sfortuna mi ha tolto proprio te. Ahi, misero fratello indegnamente sottrattomi, accogli quei doni che secondo l’antica consuetudine degli avi sono a te offerti in triste tributo come sacrificio funebre. Accoglili, grondanti di fraterno pianto. E per sempre, fratello, addio.
>> CAIO VALERIO CATULLO. Carmina. Presso la tomba del fratello (CI)






















un grazie speciale a chi l’ha suggerita…